Non servivano immagini raggelanti per capire che l’Europa stava sottovalutando da anni la situazione del flusso migratorio proveniente dal sud. Nonostante i tanti appelli italiani si è arrivati solo nel 2015 ad un reale riconoscimento internazionale grazie all’intervento dell’Alto Rappresentante EU Federica Mogherini. Finalmente il problema viene discusso in seno alle Nazioni Unite ma ancora una volta l’Europa si dimostra quel condominio di fantastici inquilini che però, durante la riunione condominiale, non riesce a trovare la soluzione giusta e reale trovando escamotage per raggirare la risoluzione. L’Italia da parte sua ha sempre cercato di sollecitare gli stati membri ad una condivisione della situazione migranti.

Un medio oriente distrutto dal terrore del Daesh, un nord Africa ancora instabile dopo la lunga primavera che ha capovolto e destabilizzato l’ordine sovrano aprendone infine le porte alle organizzazioni terroristiche.

E l’Italia ancora non risponde nel modo giusto e dopo anni, anziché essere avanguardia ed esperta in accoglienza, continua a cadere sempre negli stessi errori per poter accontentare classi politiche che, sull’accoglienza, costruiscono campagne elettorali alimentate da odio verso i fratelli che altro non cercano che un riparo da guerra e morte.

Partiti politici che, con i suoi leader, additano ai migranti tutte le colpe del sistema e creano i propri consensi sulle paure dei cittadini. La gente non ha paura dell’accoglienza dei migranti ma ha paura di un’accoglienza disordinata, così come l’hanno sempre voluta in molti ed ogni anno, con il migliorare delle condizioni metereologiche, un nuovo decreto viene firmato ed un nuovo capitolo emergenza viene aperto. Vengono assegnati fondi a soggetti attuatori che tutto fanno di solito meno che accoglienza. Sempre gli stessi leader politici, attraverso campagne di cattiva informazione, passano il messaggio che “ad ogni migrante vengono dati 45 (o 35) euro al giorno mentre gli italiani muoiono di fame”. Ed i cittadini, anziché informarsi credono che quei soldi siano effettivamente dati ai migranti ma in realtà vengono dati agli “amici degli amici” dei politici per poter assumere e creare la propria catena clientelare che alla fine della giornata porterà voti allo stesso partito politico. I soldi vengono sì dati per i migranti ma per poterli accogliere, per poter pagare i compensi agli operatori (assunti molte volte con metodo clientelare anziché per meriti), per mantenere le strutture,  per nutrirli, per vestirli, per imparare la lingua italiana e ancora molto altro. I soldi non vengono dati in mano ai migranti ma in mano ad italiani per gestire “l’azienda accoglienza”.

Eppure, da anni in Italia è presente un’agenzia d’eccellenza, SPRAR: il Servizio Centrale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, agenzia fondata dal Ministero dell’Interno e dall’ANCI. Nonostante i pochi posti a disposizione dello SPRAR (e le poche risorse), l’agenzia ha sempre dimostrato di essere in grado di fronteggiare le richieste proveniente dalla contingenza attraversa il suo sistema capillare di enti d’accoglienza sparsi per tutto il territorio nazionale con professionalità d’eccellenza che supportino minori, madri con figli ed adulti. Proprio agli enti finanziati dai fondi SPRAR vengono di solito chiesti sforzi per fronteggiare le emergenze ed addirittura prestare consulenze (del tutto gratuite) alle Prefetture o ad altri soggetti attuatori per permettere un’accoglienza più giusta che risponda almeno in minima parte, ai diritti fondamentali di ogni essere umano. Lo SPRAR, in caso di emergenze come quella definita Nord-Africa, è sempre pronto a gestire l’emergenza attraverso la rete che gestisce, da nord a sud. Esso garantisce anche standard per un’accoglienza dignitosa e molte volte in TV o sui giornali ne sentiamo parlare perchè orgogliosamente vengno effettuati servizi per educare le persone che accogliere i migranti in modo ordinato non è pericoloso ma è un valore aggiunto per la società. Infatti, quei tanto decantati soldi che i politici populisti cantano ai 4 venti che vanno in tasca ai migranti, in realtà vanno in tasca agli italiani e, se gestiti da enti tipo lo SPRAR, vanno nelle tasche della società per migliorarle. A Mazzarino per esempio, nel centro Sicilia, i soldi per i migranti vengono usati per pagare gli affitti (agli italiani) dove far stare i migranti, per pagare la spesa alimentare (agli italiani) per farli mangiare, vengono usati per comprare l’abbigliamento (nei negozi degli italiani) e, in ultimo e di ampia rilevanza, vengono usati per assumere personale che stia con i migranti come operatori, donne delle pulizie, psicologi ed anche insegnanti di lingua italiana ed inglese. 

Ma perché in Italia, nonostante queste lessons learned, si continua giornalmente ad improvvisare l’accoglienza dei rifugiati? Perché continuare ad alimentare odi populistici nei confronti di innocenti che nessun reato hanno commesso se non quello di nascere in paesi in cui la guerra o l’odio politico li costringe a lasciare un passato per un tragico futuro, incontrando la morte tra le acque del mediterraneo o nei tir che attraversano le frontiere. 

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